Nell’ultimo periodo siete arrivate da me in tante con una diagnosi di Fibromialgia e con tante domande, tra cui:”Ma guarirò da questa patologia?” Allora questo articolo è dedicato a tutte le donne che in questo momento stanno soffrendo di questa SINDROME.
Partiamo proprio dall’analisi di questa parola: in ambito medico si definisce sindrome un insieme di sintomi che possono essere causati da fattori differenti.
Perchè è importante fare un cambio di paradigma e passare dal denominare la fibromialgia da patologia a sindrome? Proprio per l’etimolgia del termine stesso, in quanto la sindrome fibromialgica racchiude svariati sintomi e che, quindi, possono determinare situazioni personali molto differenti tra loro.
Ci sono però dei tratti carattestici quali:
1) l’assenza di danni organici riscontrabili a esami strumentali
2) il dolore extra-articolare diffuso e costante non infiammatorio(nel senso che a differenza dell’artrosi dove c’è una modificazione dell’articolare visibile anche ad occhio nudo, nella sindrome fibromialgica le articolazioni non subiscono alterazioni),
Quello che si è visto è il ruolo centrale del sistema nervoso, il quale sembrerebbe creare delle anomalie nella secrezione di sostanze endocrine e nella regolazione del circuito del dolore in cui vi è uno squilibrio tra:
– bassa produzione di serotonina, ormone conosciuto come del buon umore, il quale regola sonno, percezione del dolore e tono dell’umore
– alti livelli di sostanza p, un peptide rilasciato in caso di intensi stimoli dolorifici.
In generale sembra esserci un’alterazione funzionale del sistema neuroendocrino ipotalamo-ipofisi-surrene (l’asse dello stress) e questo spiega perchè i sintomi non si limitino al dolore cronico, ma comprendano: disturbi del sonno, stati depressivi e/o stati ansiosi, alterazioni della sensibilità di mani e piedi, difficoltà di concentrazione, alterazioni di stomaco e/o intestino (colon irritabile), cefalea, stanchezza costante…
Allora soffermiamoci sul ragionare su questo e proviamo a comprendere cosa il corpo di queste persone ci sta comunicando: sembra che il sistema interno sia andato in tilt.
Ecco perchè quando abbiamo di fronte una persona che sta sperimentando la fibromialgia dobbiamo indagare il mondo di quella persona, seguendo il paradigma del modello biopsicosociale, ossia quel modello scientifico di valutazione delle problematiche che riconosce, nella genesi delle patologie, delle cause riguardanti:
– lo stile di vita, che comprende alimentazione, attività fisica, attività lavorativa, ritmo sonno-veglia
– le relazioni sociali
– l’ambiente in cui si vive
– la postura
Valutare, quindi, il sistema persona e non il sintomo. Così è come ci si deve approcciare mentalmente anche alla fibromialgia e agire nel migliorare la qualità della vita della persona nell’ottica della riduzione dei sintomi riportati.
Nonostante la fibromialgia non sia un disturbo muscoloscheletrico, perchè ci sono tante similitudini con il dolore neuropatico, i sintomi maggiori vengono riportati a carico di questo sistema e se prima veniva classificato come patologia reumatologia, ad oggi viene riconosciuta come UN DISORDINE DI PROCESSAZIONE DEL DOLORE e UNA CONDIZIONE DI SENSITIZZAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE, in cui la disregolazione della asse ipotalamo-ipofisi-surrene, anche chiamato ASSE DELLO STRESS, risulata implicato nella genesi della patologia.
Se ci è stata diagnosticata questa sindrome come agire per stare meglio?
- Alimentazione: fondamentale per regolare il ritmo sonno-veglia, regolare i livelli infiammatori, supportare il corpo con nutrienti corretti per creare una struttura portante in muscoli e ossa…
- Attività fisica che includa sessioni di mobilità e allungamento, ma anche di forza per creare una massa muscolare corretta e lavorare sulla produzione di sostanze endocrine che aiutino a modulare la percerzione del dolore
- Lavorare sul circuito del piacere per diminuire la percezione dolorosa. Ed è qui che oggi mi voglio soffermare.
L’oleazione e l’autotrattamento come sostegno
- Nelle donne con sindrome fibromialgica, il dolore è così intenso, che il cervello si è dimenticato di cos’è il piacere. Sta a noi ricordarglielo. Come? Alle donne con sindrome fibromialgia propongo una pratica molto semplice che è l’oleazione del corpo, cioè ogni giorno dedicarsi un momento in cui con olio medicato (e se possibile riscaldato) si va a oleare tutto il corpo e poi ci ri risciacqua.Questo tipo di pratica unisce l’autotrattamento, in cui le nostre mani ci guidano a sentire piacere durante il trattamento dei tessuti, all’utilizzo dell’erboristeria, per usare piante che aiutino a lavorare sul dolore cronico.Come olio medicato consiglio: o un oleolito alla Lavanda oppure per chi è intollerante all’odore di essa, un oleolito di Alloro, Cipresso e Pino Mugo. Se non sei pratica di oleoliti quello che puoi fare è prendere 50 ml di olio di sesamo, scaldarlo e in seguito aggiungere a esso 2 gocce di olio essenziale.
Articolo di Valentina Vavassori


